I Borghi narranti è la prosecuzione del progetto “Nonni, maestri di…”, realizzato in Alta Sabina nel 2016 con un contributo regionale per far conoscere fatti e luoghi del passato, ed evitare che scompaiano per sempre. il passato viene rivisto attraverso il ricordo personale, soggettivo, ma non per questo meno vero,  di chi lo ha vissuto. 

 

Alla base dei 2 progetti ci sono due concetti: il primo è un bellissimo detto senegalese, che recita: “Quando muore un vecchio, è una biblioteca che brucia”. L’altro deriva dal greco antico, per il quale la radice del verbo sapere (oida, in greco), è il passato del verbo vedere. Dunque, per i padri della cultura occidentale “Io So, perché ho visto“…

 

Riconoscendo l’importanza delle loro esperienze, trasmesse attraverso testimonianze orali, le interviste, si permette alle persone anziane di riacquistare ruolo, consapevolezza di sé, e dignità.

 

Il primo progetto è stato realizzato dalla XX Comunità Montana dei Monti Sabini in partnership con l’associazione Reorient onlus; vi hanno dato il loro prezioso contributo il Circolo Gianni Bosio di Roma, esperto di storia orale, e professionisti di Google Italia, per la parte tecnico/informatica.

 

I racconti delle persone anziane permettono di “navigare” attraverso un territorio, localizzando i racconti proprio in quei luoghi dove avvenivano le attività che raccontano.I borghi interessati dal primo progetto sono Monteleone Sabino, Poggio Moiano, Orvinio, Scandriglia. Con questo secondo progetto abbiamo incrementato il numero dei Borghi, aggiungendo Percile e Roccagiovine (capofila), ed abbiamo inserito una novità per facilitare l’ascolto delle interviste, da parte sia dei turisti di passaggio che degli abituali frequentatori dei borghi: delle mattonelle artistiche “parlanti” permettono di ascoltare le interviste, grazie a dei Qr code apposte su di esse.

Questo progetto ha l’ambizione di aggiungere ulteriori Borg:i, per mettere nel cassetto esperienze e conoscenze preziose, per donare dignità, attenzione ed affetto a tutte le persone anziane che vi abitano, e per dare un’opportunità economica attraendo turisti e curiosi di un mondo che era rimasto costante per centinaia di anni; e che dopo la seconda guerra mondiale è scomparso quasi all’improvviso.